Le grandi rivoluzioni culturali di cui è stato vittima il Festival di Sanremo

Il Festival di Sanremo è sempre stata una delle manifestazioni più attese in Italia e da sempre è stata specchio della società. Infatti la kermesse canora in questi 70 anni è cambiata molto ed è stata teatro di grandi rivoluzioni culturali. Qui tutte le rivoluzioni del Festival di Sanremo dal 1951 ad oggi.

Il Festival di Sanremo è sempre stata una delle manifestazioni più attese in Italia e da sempre è stata specchio della società. Infatti la kermesse canora in questi 70 anni è cambiata molto, si è evoluta e si è dovuta adeguare a tutte le nuove culture che sono nate nel corso del tempo. Si può quindi affermare che il Festival di Sanremo è stato in qualche modo “vittima” o teatro delle grandi rivoluzioni culturali. Vediamo questo aspetto nello specifico.

Il Festival di Sanremo in diretta TV e la prima rivoluzione

La primissima edizione del Festival di Sanremo nel 1951 si tiene nel Salone delle feste del Casinò Municipale di Sanremo e contrariamente ad oggi il pubblico è scarso. Durante le esibizioni dei cantanti gli spettatori cenano. Nel 1953 la Stampa inizia ad interessarsi alla manifestazione e due anni dopo la kermesse arriva finalmente in diretta televisiva.

Con il passare degli anni vengono aggiunti sempre più concorrenti, inizialmente 3 poi il numero cresce a dismisura. 70 anni dopo siamo arrivati addirittura a 24! La prima vera e propria rivoluzione del Festival di Sanremo è nel 1958 quando Domenico Modugno sulle note di Nel Blu Dipinto di Blu porta sul palco un nuovo modo di cantare. Modugno infatti è libero sul palcoscenico, canta a braccia aperte.

La rivoluzione rock & Roll arriva a Sanremo

Questa canzone inoltre segna l’arrivo in Italia di un nuovo genere musicale che si avvia verso il rock e lo swing. Negli anni’60 il Festival di Sanremo è teatro di un’altra grande rivoluzione per la musica italiana. Infatti un impavido Adriano Celentano gareggia con 24mila baci, canzone simbolo del Rock & Roll italiano. Inoltre Celentano si esibisce dando le spalle al pubblico scatenando un vero e proprio scandalo.

Gli anni ’60 sono gli anni anche della rivoluzione vera e propria giovanile. Infatti sul palco arrivano Mina, Little Tony, Lucio Dalla e Luigi Tenco. Loro rivoluzionano la kermesse canora, con nuove regole, ora si dà spazio a vari generi e tipi di canto e di artisti.

I primi cantanti stranieri sul palco e cambio location

Nel 1964 per la prima volta vengono ammessi anche i cantanti stranieri. Questa edizione è presentata da Mike Bongiorno e Giuliana Lojodice e gli artisti in gara sono: Domenico Modugno, Gigliola Cinquetti, Patricia Carli, Frankie Laine, Tony Dallara, Ben E. King, Gino Paoli, Antonio Prieto, Fabrizio Ferretti, Gil Fields e The Franternity Brothers, Pino Donaggio, Frankie Avalon, Roby Ferrante, Paul Anka, Little Tony, Gene Pitney, Bruno Filippini, Remo Germani, Nino Tempo e April Stevens, Robertino, Bobby Rydell, Bobby Solo, Giorgio Gaber, Fausto Cigliano, Tony Renis, Piero Focaccia, Milva, Frida Boccara, Cocky Mazzetti, Claudio Villa, Los Hermanos Rigual, Peggy March, Emilio Pericoli, Peter Kraus, Aurelio Fierro, Marina Moran, Laura Villa, Lilly Bonato, Richard Moser jr. e Nicola Arigliano.

Nel 1977 invece si cambia location, infatti il Festival di Sanremo si trasferisce al Teatro Ariston e qui rimane tutt’oggi. La rivoluzione culturale va avanti e come ospite internazionale arriva Grace Jones, artista audace, innovativa. Qui il Festival mostra la sua grande apertura verso stili musicali diversi. Gli anni ’70 però sono anni di luce e buio per la kermesse, tanto che alcune edizioni sono passate inosservate e senza particolare clamore.

Aperta la sezione Nuove Proposte e il Premio della Critica

Gli anni ’80 accolgono all’Ariston anche i R.E.M., i Kiss, i Duran Duran, grandi gruppi che hanno segnato la storia della musica. Naturalmente questi artisti non sono in gara, ma sono protagonisti di profondi cambiamenti del Festival. Infatti i cantanti in gara sono liberi di vestirsi nei modi più bizzarri, ricordiamo infatti il pancione finto della Bertè. Qui la presenza della Stampa si fa sempre più forte, tanto che nel 1982 viene istituito il Premio della Critica.

Gli anni ’80 segnano anche un altro profondo cambiamento della manifestazione, in quanto, per la prima volta viene aperta la sezione Nuove Proposte. In questo modo anche i giovani artisti emergenti possono esibirsi sul prestigioso palco dell’Ariston e vincere nella loro categoria. Ufficialmente la sezione viene aperta nel 1984 e il primo vincitore è stato Eros Ramazzotti con Terra Promessa. Inoltre è istituito il televoto, dunque il parere del pubblico è diventato sempre più importante.

L’arrivo del rap di Jovanotti, dell’indie e della trap

Il 1990 rappresenta un’altra metamorfosi del Festival di Sanremo e vengono rimassi in gara i cantanti stranieri, e torna l’orchestra abbandonata negli anni precedenti. Qui si dà spazio anche alle nuove forme giovanili d’espressione come il rap con Jovanotti. Ad essere precisi ciò è avvenuto nel 1989 con la prima partecipazione di Jova all’Ariston. Già nel 1995 ci sono stati dei tentativi per svecchiare il Festival e per assecondare di più il pubblico dei più giovani che non seguivano molto la gara.

Questo bisogno di assecondare il pubblico dei più giovani ha aperto la gara sanremese verso nuovi orizzonti. Infatti nel 1999 arriva la musica indie per la prima volta in gara. Questo per accogliere tra le sue braccia sempre più pubblico. Dal 2000 in poi quasi ogni anno troviamo un rappresentante della musica indipendente, tra tutti ricordiamo gli afterhours nel 2009 con Il Paese è Reale vero manifesto indie. Dal 2019 il Festival di Sanremo è pronto ad accogliere anche la trap, un esempio ne è Achille Lauro con il brano Rolls Royce. Ricordiamo inoltre che poi il Festival ha anche accolto i giovani artisti emersi da Area Sanremo o da Sanremo Young.

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Il Festival di Sanremo i talent show e il web

Negli anni 2000 in Tv arrivano i Talent show come Amici di Maria De Filippi e qualche anno dopo X Factor. Inizialmente la kermesse snobba i ragazzi usciti dal talent e pertanto non li ammette in gara. Le “cose però cambiano e come se cambiano”, citando Simona Ventura, e adesso i ragazzi dei talent show sono ben accetti, anzi sono diventati una prerogativa.

Nel 2009 Marco Carta è il primo ragazzo portato al successo dal talent show Amici, che gareggia al Festival di Sanremo. Carta è talmente amato che non sono è in gara, ma addirittura vince posizionandosi al primo posto. L’anno dopo anche Valerio Scanu vince il Festival e così i ragazzi dei talent rappresentano il gusto del pubblico che guarda Sanremo. Un pubblico giovane che segue i ragazzi anche dopo l’avventura televisiva.

Nel corso del tempo la kermesse canora si è adeguata anche ai nuovi modi di comunicare, diventando sempre più Social. Infatti da quando sono arrivati Facebook, Twitter, e la piattaforma streaming RaiPlay, la manifestazione ha ideato dei contenuti appositi per il web. Infatti brani degli artisti di Sanremo Giovani possono essere ascoltati sulla piattaforma Rai prima della diretta TV. Lì inoltre è possibile trovare anche molte informazioni sugli artisti in gara.

L’Eurovision Song Contest e il legame con Festival di Sanremo

L’Eurovision Song Contest, gara canora internazionale nasce dalle basi del Festival di Sanremo. Infatti lo svolgimento è molto molto simile. Inoltre dal 1964 anche l’Italia partecipa all’Eurovision, prima fra tutte è stata Gigliola Cinquetti con Non ho l’età. Oggi chi vince il Festival di Sanremo va di diritto in gara nel concorso canoro europeo. Dunque il Festival di Sanremo non è solo una manifestazione italiana, ormai è diventata un’istituzione simbolo e fonte di ispirazione per molti Paesi.

Oggi il Festival di Sanremo, non è solo un teatro dove far ascoltare la propria canzone, ma è un luogo dove far sentire la propria voce, un luogo che mostra la società odierna e propone nuovi stili canori. Oggi non è solo una semplice vetrina, è molto, molto di più.