Sanremo Giovani 2019: le pagelle dei 20 cantanti in semifinale

Sanremo Giovani 2019: ecco le pagelle di Bellacanzone dopo l'ascolto delle 20 canzoni selezionate per la semifinale delle Nuove Proposte. Tra i giovani in gara molta omologazione e pochi guizzi interessanti che rimangono ad appannaggio di Thomas e gli Eugenio in Via di Gioia e alla penna di Federica Abbate. Ecco tutti i voti e commenti ai brani!

Dopo l’esperimento non proprio esaltante a livello di ascolti dell’anno scorso, Amadeus, direttore artistico e conduttore della 70° edizione del Festival di Sanremo, ha deciso di dare un’altra chance all’idea di Claudio Baglioni di pre-gara per la sezione Giovani a dicembre.

Da sabato 16 novembre e fino al 7 dicembre all’interno del programma Italia Sì, condotto da Marco Liorni si esibiranno i venti artisti selezionati dalla giuria che si contenderanno i 10 posti disponibili per la semifinale del 19 dicembre dalla quale solo 5 riusciranno a partecipare alla competizione di febbraio, insieme ai due vincitori di Area Sanremo e alla vincitrice di Sanremo Young.

Di sicuro non potrà esserci lo stesso trionfo di Mahmood, che l’anno scorso vinse sia nella categoria giovani che in quella Big (altro caso fu quello di Annalisa Minetti nel 1998 con “Senza te o con te”), ma auguriamo a tutti coloro che parteciperanno un futuro roseo, anche se nella media c’è molta omologazione e pochi guizzi interessanti che rimangono ad appannaggio di Thomas e gli Eugenio in Via di Gioia e alla penna di Federica Abbate.

Le pagelle

Ainé – Van Gogh: In quest’anno si è fatto sentire, soprattutto grazie alla collaborazione con Giorgia, e per Sanremo presenta un brano r’n’b che però non decolla del tutto. Il ritornello ricorda le ballad anni ’90. Voto 5/6

Avincola – Un rider: Simone propone un brano che gioca con l’elettronica un po’ retrò che strizza l’occhio agli anni ’80 e al mondo indie ma senza portare nessun guizzo particolare. Anche questo brano rimane un po’ flat. Voto 5

Devil A – Disordine: un mix tra rap e melodia, che unisce il moderno con la tradizione della scuola del rap/hip-hop degli anni ‘90. Non indimenticabile, ma un brano che si fa ascoltare. Voto 6-

Eugenio in Via Di Gioia – Tsunami: un titolo che risponde a quanto si ascolta, un brano che ti “travolge” come uno tsunami. Sound fresco e moderno che mischia ritmi arabeggianti con un testo attuale e che gioca con la società odierna. Lo special strumentale sul ritornello diventerà infettivo. Voto 7+

Fadi – Due noi: parte Marco Masini poi sembra un Vasco Rossi che non ce la fa e finisce nel nulla. Un brano di cui non si capisce bene il senso: punti urlati (per le strade di Bologna) mischiati ad un giro di chitarra da falò sulla spiaggia. Voto 4

Fasma – Per sentirmi vivo: arriva la quota trap con Fasma che mischia anche un tocco di rock all’interno della produzione nel ritornello. La sento già funzionare sul palco dell’Ariston anche live, nella speranza che si giochi un po’ in sottrazione però sull’autotune. Voto 6/7

Federica Abbate – I sogni prima di dormire: Federica è la penna più importante degli ultimi anni nel panorama musicale italiano e per la sua seconda volta (nella speranza di entrare tra i finalisti di Sanremo Giovani) ha optato per una ballad perfetta per scrittura e melodia. Speriamo abbia preso più coscienza della presenza scenica e arriverà lontano. Voto 8

Giulia Mutti – Romanzo cattivo: Giulia c’era l’anno scorso, ma ci riprova anche quest’anno con venature più rockeggianti. Il talento c’è; il brano si fa ascoltare con piacere ma non trovo quell’esplosione artistica che l’anno scorso aveva portato con “Almeno tre”. Voto 6,5

Jefeo – Un due tre stella: altra quota trap, per un ex partecipante di Amici. Il ritmo è infettivo e sicuramente dalla sua avrà il televoto, ma la canzone non è niente di ché, soprattutto a livello testuale. Voto 5+

Leo Gassmann – Va bene così: Lui è molto bravo, già quando partecipò ad X Factor pensavo l’avrei visto sul palco dell’Ariston. Il brano è però un classicone di vecchio, vecchissimo stampo che non rende giustizia all’alto potenziale del figlio di Alessandro. Il finale con l’aggiunta del coro gospel forse risolleva un po’ il tutto. Voto 5++

Libero – La casa del vento: produzione attuale, niente di nuovo o sconvolgente; ma probabilmente potrebbe essere il brano di un giovane ragazzo che passa tranquillamente nelle radio italiane. Elettronica mischiata ad archi e batterie che live potrebbero rendere molto bene. Voto 6++

Marco Sentieri – Billy Blu: interessante, particolare ma forse troppo distante dal pubblico del Festival di Sanremo. Un blues/soul con una voce scura in una “spy song” gradevole ma che difficilmente arriverà in finale, a meno che la messa in scena non porti qualcosa in più. Voto 5,5

Mike Baker – Stupido: un brano che rimane fermo lì. Non c’è un’evoluzione e forse è stato un po’ “stupido” presentarsi con una canzone che passa in modo anonimo e che dopo il primo minuto manderesti subito avanti. Alessandra Amoroso è un’altra cosa. Voto 4/5

Nico Arezzo – Volo: l’avevo tenuto d’occhio fin da X Factor per la sua estrosità nell’aver presentato una cover incredibile di “Kiss” di Prince, ma Fedez non lo scelse alla fine. Si presenta a Sanremo con un brano dalle sonorità r’n’b che risalta la sua voce, ma che però manca di quel piglio che cattura dal primo ascolto. Brano apprezzabile con un’interpretazione convincente. Voto 7

Nova – Resta: anche lui appena passato da X Factor, dove non è riuscito ad arrivare ai live, presenta una ballad con influenze nella trap. Niente di che, ma nel suo genere potrebbe funzionare. Voto 6,5

Raim – Labirinto: un po’ di ritmo, con una slow jam anni ’80 e una voce che accompagna bene il brano. C’è chi osa anche con qualcosa che non sia la solita ballad, tipicamente sanremese. Voto 6/7

Réclame – Il viaggio di ritorno: anche qui si gioca con gli anni ’80 in un crescendo musicale, che sfocia nel ritornello con venature rockeggianti. Potrebbero essere la quota più squisitamente cantautoriale che però poi in gara si deve accontentare sempre degli ultimi posti. Voto 6++

Samuel Pietrasanta – E dove sarai tu: un classico brano pop, perfettamente sanremese. Ben arrangiato e cantato da una voce forte che gioca anche con il falsetto nel ritornello. Già dal primo ascolto rimane in testa. Passabile ma non il nuovo capolavoro indimenticabile. Voto 6/7

Shari – Stella: attualmente in featuring con Benji & Fede, la giovane Shari tenta la strada di Sanremo Giovani. Con appena 16 anni porta un brano ben confezionato che parla di un amore giovane e fresco come lei. Voto 6+

Thomas – Ne 80: lui non è un artista ma un performer. Forse troppo per Sanremo, ma questo brano è quello che funziona di più e sicuramente permetterà al giovane Thomas di esibirsi non solo magistralmente vocalmente (con influenze che ricordano l’indimenticabile Alex Baroni) ma anche con una performance danzata, come solo i grandi performer internazionali sanno fare. Voto 8,5